STORIE CON PROPP – Scuola dell’Infanzia di Montemagno

Caratteristiche del contesto

La scuola nella quale lavoro è costituita da due sezioni, le Stelle e le Nuvole, eterogenee per età. L’organizzazione settimanale delle attività prevede dei momenti di lavoro in sezione (quindi con bambini di età diversa) e altri in cui vengono suddivisi per età in gruppi omogenei costituiti sia da Stelle che da Nuvole. I bambini sono abituati a questa suddivisione e quelli dell’ultimo anno, che svolgono attività di laboratorio anche di pomeriggio, sono molto consapevoli del loro “essere gruppo” e che il prossimo anno tutti insieme alle elementari costituiranno una classe.

Ritengo importante sottolineare il fatto che questa organizzazione comporta che i bambini svolgono settimanalmente attività con quattro insegnanti diverse, ciascuna delle quali adotta metodi diversi. Per conto mio non sempre con loro riesco a condividere l’importanza e l’utilità di un lavoro per competenze (c’è chi predilige l’utilizzo di schede da colorare)  e spesso ignorano la possibilità stessa che si possa utilizzare un approccio riflessivo e metacognitivo.

Area investigata  / Aspetto problematico sul quale si è concentrata l’attenzione

Il mio percorso di ricerca coinvolge il gruppo dei bambini grandi (21 di cui due bambini HC) e si colloca nell’ambito del Progetto Biblioteca, svolto per un’ora a settimana il martedi mattina. Svolgo il progetto assieme a un’altra collega.

Il Progetto Biblioteca ha come scopo l’avvicinamento dei bambini alla lettura anche tramite il coinvolgimento attivo delle famiglie nella lettura delle storie: in un tempo dedicato ogni bambino ha la possibilità di scegliere un libro tra i tanti esposti e di prenderlo in prestito a casa per una settimana, riconsegnandolo il martedi successivo per poter scegliere un nuovo libro.

Nell’ambito del progetto oltre alla scelta del libro sono previste attività inerenti l’analisi delle storie e lo sviluppo di competenze linguistiche. In particolare con la collega abbiamo deciso di concentrarci sullo sviluppo delle competenze narrative.

Motivazione alla ricerca/alla scelta dell’aspetto problematico/alla delimitazione di campo

Nella scelta dell’oggetto della ricerca ho cercato di coniugare l’ambito linguistico (sul quale il gruppo di ricerca aveva deciso di lavorare) con le possibilità offerte nell’ambito del Progetto Biblioteca da me seguito, giungendo a circoscrivere il mio interesse – di ricerca e didattico – verso lo sviluppo delle competenze narrative finalizzate al racconto di fiabe e storie. Come insegnanti ci siamo, infatti, rese conto della difficoltà incontrata dai bambini a riprodurre nella giusta sequenza una storia e a identificarne gli elementi salienti. I bambini danno spesso per scontate molte informazioni e omettono o invertono i passaggi fondamentali di un racconto.

Obiettivo/i della ricerca    

L’obiettivo della ricerca è migliorare la competenza narrativa dei bambini. Si tratta di capire come (e se) ciò sia possibile.

Per saper narrare in maniera efficace è necessario possedere conoscenze (abilità?) molteplici e specifiche:

–                           conoscere/ricordare la storia da narrare

–                           nominare i personaggi e gli eventi importanti

–                           riprodurre l’esatta cronologia della vicenda

–                           non omettere particolari significativi

–                           farsi capire da chi ascolta

–                           mantenere la concentrazione per un periodo di tempo adeguato

–                           conoscere termini appropriati

Mi sembra sia una attività complessa anche perché mentre narra il bambino deve possedere nella sua mente una certa chiarezza e un’organizzazione temporale di ciò che ha detto e che dovrà dire.

Di grande rilevanza sono anche gli aspetti affettivi: i bambini timidi, infatti, hanno difficoltà ad avere l’attenzione concentrata su di loro per un tempo protratto.

Periodo durante il quale si è svolta la ricerca. Contesti/situazioni specifici cui si è dato vita in funzione della ricerca.       

Il Progetto Biblioteca è operativo dal mese di novembre 2012, ma ho iniziato le attività più specifiche e mirate alla ricerca nel mese di gennaio 2013. Prevedo di concludere tutto nel mese di maggio/giugno 2013.

I bambini sanno che il martedi mattina c’è “biblioteca” e che dopo all’attività molto attesa e  ritualizzata della scelta  del libro, le maestre propongono loro un’attività importante e difficile che svolgono anche i bambini della scuola elementare e che richiede loro molta concentrazione.

Disegno di ricerca e scelta del metodo.

Nella prima fase della ricerca ho introdotto un nuovo strumento, il registratore, che abbiamo usato inizialmente per gioco e successivamente per registrare le narrazioni dei bambini: a turno chi se la sentiva si poteva accomodare sulla “poltrona della narrazione” dalla quale doveva raccontare ai compagni una storia da lui scelta (tra dieci fiabe classiche che avevamo proposto); ogni bambino, col suo consenso, è stato registrato mentre raccontava.

Partendo dalla constatazione che le narrazioni dei bambini risultano spesso carenti o inadeguate, la mia domanda di partenza è stata: come posso migliorare la competenza narrativa dei miei bambini? L’ipotesi di fondo è che una adeguata competenza narrativa presuppone la conoscenza adeguata di ciò che devo narrare e come devo narrarlo affinché il mio racconto sia completo e comprensibile. Il focus dell’intervento (e della ricerca) si è pertanto spostato sul fornire ai bambini un corpus di strumenti e di strategie utili anzitutto all’analisi di una storia e successivamente alla sua ri-narrazione.

Nel cercare questi strumenti che potessero costituire una sorta di guida ho preso spunto dalle carte-funzioni di Propp, utilizzandole non in maniera ortodossa ma molto libera, adattandole all’età dei miei  alunni e a ciò che essi sono effettivamente in grado di comprendere. Abbiamo introdotto complessivamente 15 carte con relativo disegno-simblo:

protagonista – antagonista – eroe – aiutante – situazione iniziale – cambiamento (succede     qualcosa) – partenza – divieto – idea – magia – doni – travestimento/inganno – divieto – punizione – lieto fine.

Usando le carte come guida e traccia di analisi abbiamo dapprima lavorato sulla storia de “I tre porcellini”. In questa prima storia noi maestre abbiamo aiutato molto i bambini a trovare i personaggi o gli eventi corrispondenti a ciascuna carta. I bambini hanno poi realizzato un lavoro individuale.

Il passaggio successivo è stata la storia de “La bella addormentata nel bosco”. In questo caso abbiamo richiesto ai bambini di riconoscere loro i personaggi e gli eventi corrispondenti a ciascuna carta, guidandoli solo nel ragionamento e nell’interpretazione di cosa potessero significare certi simboli, adattandoli al conteso della storia. Abbiamo realizzato un cartellone di gruppo.

Le fasi successive (ancora da realizzare) si incentreranno maggiormente sull’attività del raccontare e prevedono la suddivisione in due gruppi di lavoro, ciascuno dei quali, seguito dall’insegnante, leggerà e analizzerà (con le carte) una fiaba non conosciuta dall’altro gruppo. Ciascun gruppo dovrà successivamente raccontare la propria storia ai compagni che non la conoscono servendosi della guida rappresentata dalle carte.

Essendo la storia comune all’intero gruppo i bambini dovranno alternarsi tra loro nel raccontare e questo esige che essi conoscano bene la sequenza degli eventi e che prestino attenzione a ciò che hanno già raccontato i compagni (quanti bambini ripetono delle parti già dette dai compagni?!).

Seguirà poi la valutazione e autovalutazione su questa attività tramite alcune domande guida del tipo:

Autovalutazione:  – raccontare la storia è stato facile/difficile

–  cosa è stato facile/difficile e perché

–  ti sono servite le carte, le hai usate o no

–  come ti sei sentito mentre raccontavi

Valutazione:       – hai capito la storia raccontata dall’altro gruppo

–  sono stati chiari/confusi

–  hai capito chi sono i personaggi e cosa hanno fatto

Se il tempo ce lo consente ripeteremo questa attività con un’altra storia per dare la possibilità ai bambini di mettere in atto i miglioramenti suggeriti dal confronto con gli altri. Per sostenere la motivazione pensavamo anche di preparare una storia da raccontare ai compagni più piccoli, magari anche tramite la preparazione di personaggi-marionette.

Alla fine del percorso prevedo di ripetere l’esperienza della registrazione e di confrontare questi racconti con le narrazioni prodotte all’inizio del progetto per verificare se ci sia stata, per ciascun bambino, una qualche evoluzione. A tal fine dovrò predisporre una griglia con dei parametri per effettuare il confronto.

Vorrei infine avviare un confronto di gruppo chiedendo ai bambini cosa pensano di avere imparato in questo percorso, se lo trovano utile e perché, se raccontare le storie con le carte è più facile che raccontarle senza e sentire le considerazioni che emergono.

Tecniche/strumenti di osservazione e di raccolta dati utilizzati. Dati raccolti, da quali fonti. 

Per valutare il più obiettivamente possibile se il lavoro svolto con i bambini sia o meno stato utile per migliorare le loro competenze narrative mi affido alla trascrizione delle registrazioni dei bambini stessi, che mi dovrebbero dare la misura del loro modo di raccontare secondo un criterio di evoluzione nel tempo.

Oltre a cercare di rispondere alla domanda iniziale della ricerca, durante l’attività emergono tante situazioni interessanti che mi consentono di conoscere meglio gli alunni sotto il profilo dell’apprendimento.

Considerazioni

Per ora non posso trarre nessuna conclusione, ma solo alcune considerazioni:

–         molti bambini (timidi) sono stati inibiti dall’utilizzo del registratore e non hanno voluto raccontare

–         il problema dell’attenzione è molto rilevante: ci sono dei bambini che si distraggono spesso sia durante la lettura che durante l’analisi

alcuni bambini (quelli che hanno problemi di concentrazione) hanno anche difficoltà a comprendere il valore simbolico dei disegni delle carte, a capire che il loro contenuto varia in base alla storia che si analizza (ad esempio un bambino un giorno ha visto che stavo sistemando le carte e mi ha detto “queste sono quelle dei tre porcellini”….peccato che nel frattempo abbiamo lavorato per un mese con “La bella addormentata”, ma questo è stato baipassato!!!).

– All’inizio è stato molto difficile passare dal disegno in sé a ciò che esso rappresenta: la maschera (che rappresenta il travestimento/inganno) diventava il Carnevale; il divieto si trasformava in divieto di sosta; il pacchetto regalo (dono) diventava il regalo di Natale e così via. Ma una volta capito il sistema la maggior parte dei bambini (non tutti) ha perfettamente capito come funzionano le carte.

– Analizzare una storia usando le carte come riferimento consente di “sviscerarla”  bene giungendo a padroneggiarla e a “farla propria”.

L’impressione è quella che i bambini (ma anche noi adulti) la trattino come fosse un materiale scientifico, un oggetto di studio. Questo, forse, toglie qualcosa all’alone di fascino e poesia insito nell’ascolto delle fiabe classiche, ma senz’altro consente loro di acquisire molta consapevolezza e un approccio sistematico. Devo riconoscere che ora per loro “La bella addormentata” è come fosse il pane quotidiano.

– Per alcuni bambini il lavoro svolto è ancora una nebulosa

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