CONSAPEVOLEZZA (DIFFICOLTA’, ERRORI – CAPACITA’,PROGRESSI)

Sulle classi terze sto continuando il lavoro di avvicinamento alla consapevolezza delle proprie difficoltà (errori persistenti) e contemporaneamente delle proprie capacità.

Condivido con voi un’attività che stiamo facendo per visualizzare le idee dei ragazzi su questi due aspetti (e che vuole essere un po’ il proseguimento del lavoro sulla revisione del testo già presentato in precedenza).

 

Abbiamo realizzato  un cartellone in cui ciascuno doveva apporre foglie di colori diversi con la consegna di scrivere  su una foglia di colore beige qualcosa che ritiene di non sapere ancora fare bene, su una verde qualcosa che ritiene di avere imparato bene, di essere in grado di svolgere – conoscere bene.

Il cartellone è in evoluzione nel senso che periodicamente cerco di trovare un momento adatto  per osservare le diverse foglie ed invitare i bambini, che ritengono che una incapacità sia stata superata, di riscrivere su una foglia verde quello che hanno imparato a fare, staccando invece la foglia che riportava la difficoltà che hanno superato.

Man mano che si incontrano nuove difficoltà o nuovi aspetti da imparare, possono scriverle su una foglia di un colore nuovo (es. azzurro).

Mi rendo conto che non è uno strumento di rilevazione con caratteristiche scientifiche, ma vuole solo essere un modo per avvicinare ciascuno alla consapevolezza dei progressi che sta compiendo e del percorso che deve ancora fare.

L’osservazione di come si esprimono mi ha fatto fare alcune riflessioni:

– apparentemente è più semplice per i ragazzi esprimere cosa sanno fare in un ambito come la matematica (con frasi del tipo: “So fare bene le addizioni, le sottrazioni e le moltiplicazioni”, “So fare bene i problemi”), mentre devono riflettere di più per esplicitare le capacità in ambito linguistico (“So fare bene i testi lunghi”, “Ho molta fantasia nei testi”, “So imparare molto in fretta e molto bene le poesie e le filastrocche”).

– non sembra per loro difficile scrivere cosa non sanno ancora sia in ambito linguistico (“Non sento gli accenti”, “Non so fare bene la punteggiatura”, “Non scrivo le doppie”) che in quello matematico (“Non so fare i  problemi”, “Non so fare le divisioni”). E questo mi fa riflettere sul fatto che dovrei enfatizzare di più tutte le capacità che mettono in gioco quando lavorano, mentre riflettiamo di più sugli errori, quindi su cosa devono ancora imparare.

– la modalità in cui esprimono le difficoltà mi è di aiuto per farli riflettere su cosa richiede il superamento di quella difficoltà. Ad esempio una bambina mi ha scritto: “Non ricordo gli accenti” e questo ha consentito di fare una riflessione con la classe sul fatto che non serve tanto ricordare, ma piuttosto soffermarsi sul suono della parola, per decidere se è necessario l’accento.

– mi pare che il ritornare ad osservare il cartellone in momenti successivi aiuti a riflettere sui progressi. Un bambino, per esempio, che aveva scritto tra gli aspetti che non conosceva, “Distinguere il passato dal presente nei testi”, ha deciso di colorare la foglia per metà verde perché ha detto che adesso riesce di più a non confondere l’uso dei tempi: “L’ultima volta non ho quasi più sbagliato”.

– dedico il tempo residuo a queste attività di riflessione, mentre sono molto importanti, anche se non risultano poi documentate sui quaderni e quindi danno loro la percezione di non essere veri momenti di lavoro.

Gli allegati riportano il cartellone di una della due classi terze, fotografato in momenti successivi.

Anna

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